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L'anno nuovo parte con un accredito posticipato: rivalutazione sì, ma attenzione a conguagli e addizionali
Gennaio 2026 si apre con una doppia novità per i pensionati: da un lato il pagamento non scatterà come di consueto il primo del mese, dall’altro il cedolino inaugura l’anno con le voci che più spesso fanno la differenza sull’importo finale. Tra rivalutazione legata all’inflazione e ripartenza delle trattenute fiscali, il primo rateo può portare un piccolo aumento, ma anche qualche taglio inatteso se entra in gioco il conguaglio Irpef. Per questo, più che un semplice “via” al nuovo anno, quello di gennaio è un cedolino da leggere con attenzione: la data cambia, e anche il netto potrebbe non essere quello che ci si aspetta.
A gennaio il versamento della pensione non seguirà la consueta regola del “primo giorno del mese”. In via eccezionale, infatti, l’accredito scatterà dal secondo giorno bancabile: con il 1° giorno del mese festivo, il calendario porta al 3 gennaio come secondo giorno utile, ma cade di sabato. Risultato: l’incasso sarà possibile sabato 3 gennaio per chi riceve la pensione in posta, anche ritirandola in contanti; chi invece ha scelto l’accredito in banca dovrà attendere lunedì 5 gennaio.






