Doppia stretta in arrivo sulle pensioni anticipate, con un allungamento dei tempi per ricevere l’assegno e una penalizzazione del riscatto della laurea. Il governo entra a gamba tesa sul capitolo previdenza, introducendo anche il silenzio-assenso sul Tfr per i neoassunti. Le novità spuntano nel corposo emendamento da 3,5 miliardi alla manovra con cui l’esecutivo aggiusta in corsa alcune criticità spuntate negli ultimi mesi, dalle agevolazioni Zes e Transizione per le imprese dopo l’esaurimento delle risorse, fino ai fondi per il Ponte dopo l’allungamento dei tempi in seguito alla bocciatura della Corte dei Conti.

Da gennaio si amplia platea aziende tenute a versare Tfr all’Inps

Includere tra i soggetti tenuti al versamento del Tfr al Fondo Inps per l’erogazione del contributo «i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell’attività, raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti, che attualmente sono esclusi dall’obbligo». È quanto prevede - come spiega la relazione tecnica - un comma del nuovo emendamento presentato dal governo alla manovra, e che andrà al voto della Commissione Bilancio del Senato. La misura che scatta dal primo gennaio, opera, si legge sempre nella relazione, «di fatto ampliando la platea di potenziali lavoratori che possono aderirvi».