Si amplia la platea di imprese che hanno l’obbligo di versamento al Fondo Tesoreria Inps, esteso anche ai datori di lavoro che hanno raggiunto la soglia dei 50 dipendenti dopo l’avvio dell’attività. E dal 1° luglio 2026 viene introdotto un meccanismo di adesione automatica ai fondi di previdenza complementare per i lavoratori neo assunti.

Sono le due novità introdotte dall’emendamento del governo alla manovra 2026 che riguardano i lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione dei datori di lavoro domestico. Le due misure sono collegate.

La platea di imprese e lavoratori interessata

Iniziamo dalla prima misura, che include tra i soggetti tenuti al versamento del contributo per il Fondo Inps per l’erogazione del Tfr anche i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell’attività, raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti, che attualmente sono esclusi dall’obbligo, ampliando così la platea di potenziali lavoratori che possono aderirvi (stimata dalla relazione tecnica in 2,5 milioni). A decorrere dal 1° gennaio 2007, i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze almeno 50 addetti sono obbligati a versare questo contributo al Fondo. Il limite dimensionale si calcola, per le aziende in attività al 31 dicembre 2006, prendendo a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nel 2006. Pertanto, eventuali modifiche nel numero di addetti che siano intervenute successivamente risultano irrilevanti al fine di individuare la sussistenza dell’obbligo al versamento. Per le aziende che hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2006, si prende a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare di inizio attività. Le maggiori entrate contributive al fondo Tfr dell’Inps sono stimate dalla relazione tecnica in 2,1 miliardi nel 2026.