Il motore a scoppio non andrà in soffitta dopo il 2035. Dopo il pressing di Italia, Germania, Polonia e altri quattro Paesi, la Commissione europea si prepara a rivedere in giornata uno dei pilastri più importanti del «Green Deal». Nella ridefinizione della disciplina sull’auto, l’Ue prevederà le vetture immatricolate dopo il 2035 potranno continuare emettere CO2 per una quota limitata al 10% dei valori del 2021: non più dunque emissioni zero, ma una flessibilità che consente di far convivere carburanti alternativi come e-fuel e bio-fuel, auto ibride plug-in e range extender.

Il sostegno alle e-car rimane la priorità: previsti sostegni alla filiera delle batterie e incentivi per i produttori delle utilitarie elettriche.

Nella bozza dell’omnibus per l’automotive, la Commissione mira a concedere alle case costruttrici di utilitarie elettriche (comprese tra i 15 e i 20 mila euro di prezzo di listino) la possibilità di introdurre «un meccanismo di incentivazione» per dar modo di «sovrastimare il contributo» nel raggiungimento degli obiettivi climatici. La misura è pensata per «incentivare fortemente» a produrre e vendere volumi più elevati di veicoli elettrici di piccole dimensioni.

L’ALT DI PARIGI