Chi non ha mai sognato un cocker dopo aver visto Lilli e il Vagabondo? O un cucciolo di dalmata all’uscita de La carica dei 101, quando quelle macchie bianche e nere invasero le vetrine degli allevamenti? E ancora: chi non ha desiderato un micio dopo Gli Aristogatti o un acquario tropicale dopo Alla ricerca di Nemo? Il cinema ha sempre avuto il potere di trasformare gli animali in oggetti del desiderio. La differenza, oggi, è che la nuova ondata di emulazione non riguarda un cane o un pesce, ma un serpente. E non uno qualunque: una specie velenosa. È quanto sta accadendo in Cina dopo il successo di “Zootropolis 2”, diventato non solo un trionfo al botteghino, ma anche l’innesco di una tendenza controversa: l’acquisto di veri serpenti velenosi ispirati a Gary De’Snake, il nuovo personaggio blu del film. A ricostruire il fenomeno è la Cnn, che racconta come la popolarità del serpente animato abbia spinto numerosi spettatori – soprattutto giovani – a cercare e acquistare vipere indonesiane, conosciute anche come “island bamboo pit viper”. Una moda che mette in luce una linea sempre più sottile tra passione per gli animali esotici, rischio per la sicurezza e nuove forme di sfruttamento.