Lui si chiama Gary De'Snake ed è l’ultimo personaggio, immancabilmente virale, della lunga epopea Disney, protagonista di Zootropolis 2, film uscito nelle sale italiane lo scorso 26 novembre. Si tratta di una vipera indonesiana, arboricola: Trimeresurus insularis questo il nome scientifico, un serpente velenoso diffuso, in particolare, nell’area orientale di Giava e delle Piccole Isole della Sonda, in Indonesia. Ma c’è un problema: il successo planetario del film, seconda puntata della saga che racconta le irresistibili vicende di due improbabili poliziotti, la coniglietta Judy Hopps e la volpe Nick Wilde, si sta traducendo - negli Stati Uniti e in Cina - in un boom di richieste della specie sul mercato come pet. L’ebbrezza di avere in una teca il proprio Gary sarebbe quasi irresistibile. Con conseguenze potenzialmente deflagranti.

Se l'amico in fondo al mare non fa bene al polpo né agli altri animali

Cristina Nadotti

Una moda pericolosa

A denunciarlo sui suoi canali social è un’erpetologa svedese, Jennipher Jerrevång Uhlhorn, nota soprattutto per il suo lavoro di ricerca e divulgazione sui serpenti di tutto il mondo: “Benché il messaggio del film sia positivo, purtroppo ha portato a un'ondata di commercio irresponsabile, a beneficio di proprietari inadatti e con gravi casi di maltrattamento di animali”. Il motivo è presto detto: la vipera in questione è velenosa e il suo morso è potenzialmente letale. La sua detenzione, che in Italia è vietata come per tutti i serpenti velenosi, salvo autorizzazioni particolari per strutture pubbliche come zoo e rettilari, richiede esperienza, precauzioni e rigidi protocolli di sicurezza.