Negli anni i film di Natale sono cambiati. La commedia all’italiana si è trasformata durante gli anni Novanta in “cinepanettone” (il capostipite, «Vacanze di Natale» del 1983, rientrava ancora nel filone classico) che a volte era in concorrenza con altri film comici italiani, spesso più sofisticati (ci voleva poco), o con i blockbuster americani (come quest’anno il terzo «Avatar») Da quindici anni il campione d’incassi assoluto (quando esce) è il film con protagonista Checco Zalone (al secolo Luca Medici), il nuovo «Buen camino», diretto come quasi tutti i precedenti (tranne «Tolo tolo» del 2020, con la regia dello stesso Zalone) da Gennaro Nunziante, nei primi giorni di programmazione ha già superato i trenta milioni di euro di incasso.

Ma i Classici Disney non sono quasi mai mancati. A volte erano riproposte di capolavori del passato, come «Biancaneve e i sette nani» (1937) o «Cenerentola» (1950), altre classici moderni che, ancora negli anni Novanta, durante il cosiddetto Rinascimento Disney, arrivavano in Italia esattamente un anno dopo: è il caso ad esempio di «La bella e la bestia» del 1991, uscito da noi nel 1992 o di «Aladdin», del 1992, nei cinema italiani poco prima del Natale del 1993.