Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 16:10

di Stefano Briganti

In queste settimane c’è un turbinio di incontri e di viaggi transoceanici. Incontri a Miami, Mosca, Londra, Parigi, Roma, Berlino. I rappresentanti ucraini che volano da una capitale europea all’altra passando per Miami e Washington. Zelensky in tour nelle capitali europee. Da una costa all’altra dell’Atlantico viaggiano documenti che contengono una volta 28 punti che poi diventano 19, poi tornano ad essere 22 e ora sembra siano 20 che comunque sono il doppio dei famosi “10 punti per una pace giusta non negoziabili” di Zelensky 2024.

Una prima interlocuzione con Mosca sulla versione a “19 punti” è stata negativa perché non risolveva i problemi che, come afferma Mosca, essendo alla radice delle cause della guerra debbono essere risolti una volta per tutte. In primis la non adesione ucraina alla Nato e poi il livello di armamento ucraino e le cessioni territoriali. E’ perciò ripartito un nuovo giro di valzer in formato E3 (Francia, Germania, Inghilterra) con Zelensky, Rutte e la delegazione Usa. In tutto questo lavorio, Mosca attende e continua a martellare e a conquistare terreno in Ucraina.