Mancavano i criteri di emergenza, eccezionalità ed interesse del minore a sostegno dell'ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento in casa famiglia dei tre figli minori della famiglia che vive nel bosco di Palmoli, una soluzione, sostiene la difesa, che avrebbe potuto avere varie alternative; soprattutto non c'era alcuna emergenza tale da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.
È quanto apprende l'ANSA sul contenuto delle note di trattazione scritta che gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno invitato alla Corte d'appello di L'Aquila a sostegno del reclamo contro l'ordinanza presentato per conto dei genitori dei tre bambini.
I legali, nel documento per l'udienza odierna, ripercorrono i punti chiave della vicenda e dell'ordinanza, evidenziando l'assenza, nel fascicolo, di documenti che certificavano l'istruzione dei minori.
Sottolineano che l'istruzione parentale, garantita dalla Costituzione, non è stata omessa né utilizzata in modo elusivo: per la figlia in età scolare i genitori avevano chiesto e ottenuto l'ammissione all'esame di idoneità in una scuola statale, con rilascio dei relativi attestati, documentazione che è stata acquisita solo dopo l'emissione dell'ordinanza.













