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Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, del partito Socialista, ha annunciato che da gennaio del 2026 in Spagna sarà possibile pagare un abbonamento unico per i trasporti: costerà 60 euro al mese, o 30 euro per le persone con meno di 26 anni, e sarà valido su tutto il territorio nazionale, con alcune limitazioni. Permetterà di viaggiare sui treni gestiti da Renfe (la compagnia ferroviaria pubblica spagnola), tranne quelli ad alta velocità, e sugli autobus a lunga percorrenza che fanno parte della rete gestita dallo Stato. Non saranno inclusi invece i trasporti locali (come gli autobus locali o la metropolitana), che non sono gestiti dallo Stato ma dalle amministrazioni locali.
La misura dovrebbe essere approvata nella prossima riunione del governo spagnolo, l’ultima del 2025. Secondo Sánchez dovrebbe incoraggiare l’uso dei trasporti pubblici, riducendo così l’inquinamento: si stima ne beneficeranno circa 2 milioni di persone, che spenderanno meno per viaggiare (la Spagna ha 49 milioni di abitanti). Anche se al momento il piano per un “abbonamento unico” non prevede i trasporti locali, Sánchez ha detto che spera che in futuro le varie amministrazioni aderiranno al progetto in modo da aggiungere i tram, le metropolitane e gli autobus di loro competenza nell’offerta da 60 euro.








