Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Nessun ente pubblico o creditore privato è autorizzato ad accedere in modo indiscriminato ai nostri dati fiscali
Quando si parla di controlli fiscali, la sensazione che si ingenera nei contribuenti è quella che non esista alcun limite a frenare gli enti e le autorità nelle loro verifiche: la realtà è ben diversa da quella percepita, e la possibilità di indagare su conti correnti e tenore di vita è sempre vincolata a determinate situazioni ben definite, dal momento che deve sussistere un equilibrio tra l'interesse pubblico e il diritto alla riservatezza dei cittadini.
E proprio quando si parla di conti correnti quest'ultimo punto è di fondamentale importanza: ogni informazione bancaria, che si parli di saldo, movimenti o giacenza è tutelata da un segreto contrattuale che può essere scardinato solo in conseguenza di provvedimenti specifici emessi dalle autorità competenti. Ciò significa, in sostanza che l'Agenzia delle Entrate o la guardia di finanza, erroneamente considerate entità al di sopra di ogni regolamento per quanto concerne i controlli fiscali, devono rispettare determinati paletti.






