La tachipirina «spezzata sul mio petto, quei giorni di paura in ospedale»: l'odissea al San Raffaele. La replica: nessuna sottovalutazione

Il racconto di un 45enne al pronto soccorso del San Raffaele

martedì 16 dicembre 2025

I dolori, la paura, il racconto. «È arrivato un infermiere con una pastiglia di tachipirina tra le mani nude, senza guanti.

Me l’ha messa sul petto e l’ha spezzata in due. In quel momento stavo molto male, poi ho messo a fuoco i rischi per un paziente immunosoppresso come me». D.U., 45 anni, è stato al pronto soccorso del San Raffaele il 7 e l’8 dicembre e poi ricoverato nel reparto di medicina ad alta intensità dove ha vissuto i giorni del caos quando, secondo diverse testimonianze e mail interne tra medici, gli infermieri di una cooperativa esterna avrebbero messo a “elevatissimo rischio” la salute dei pazienti a causa della loro impreparazione. Su quanto accaduto è in corso un’indagine della Procura di Milano, al momento senza ipotesi di reato né indagati. Lo riporta l'Agi.