Kimi più Leonardo. Aspettando la Ferrari, l’Italia dei motori è tornata. Dopo i ritiri di Fisichella e Trulli, gli ultimi piloti tricolori in grado di vincere un GP in F1, i nostri driver non ci hanno più dato soddisfazioni. Eppure, sono passati quasi 30 anni dal loro debutto e almeno 15 dal ritiro. Il romano ha disputato 229 GP trionfando 3 volte, l’abruzzese è scattato al semaforo 252 volte arrivando una volta primo. Da allora solo lampi. I blitz di Bruni e Pantano, quello più corposo di Liuzzi, per chiudere con la parentesi dal profumo ferrarista di Giovinazzi. Per il paese che ospita la Motor Valley è decisamente pochino.

Adesso le cose potrebbero cambiare è c’è addirittura la possibilità che un nostro ragazzo competa per il Titolo oltre 70 anni dopo Ascari (1953). Antonelli è entrato nel Circus come un predestinato, sotto la protezione della Stella Mercedes. Tanto enorme è il suo talento, che Toto Wolff gli ha affidato una Freccia d’Argento quando era ancora minorenne, “impedendogli” di trionfare nelle categorie propedeutiche, F3 e F2. Un percorso simile a quello di Verstappen che, non ha caso, l’ha designato come suo successore. Kimi è già una certezza e se, con il cambio regolamentare, la Mercedes sarà vincente, ci divertiremo.