"Siamo più vicini ora" a un accordo per l'Ucraina: "siamo più vicini che mai" alla fine della guerra in Ucraina, ha detto Donald Trump. I colloqui di Berlino sull’Ucraina segnano un possibile punto di svolta diplomatico. Nella capitale tedesca si sono incontrati i negoziatori degli Stati Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, capi di Stato e di governo europei e i vertici di Unione europea e Nato. Da tutte le parti arrivano segnali di cauto ottimismo, pur in presenza di nodi ancora irrisolti, a partire dalla questione territoriale.Zelensky ha definito i colloqui con Washington “non semplici ma produttivi”, ringraziando il cancelliere tedesco Friedrich Merz per l’organizzazione e sottolineando che “l’unità europea riporta la giustizia”. Il presidente ucraino ha accolto positivamente la prima bozza delle garanzie di sicurezza, che “sembrano buone”, evidenziando l’importanza che siano paragonabili all’Articolo 5 della Nato. Restano invece distanze sui territori.

“Abbiamo posizioni diverse, ma la mia è stata ascoltata”, ha spiegato, chiarendo che eventuali richieste di concessioni territoriali “provengono dalla Russia, non dagli Stati Uniti”.In una dichiarazione congiunta, i leader europei hanno ribadito il pieno sostegno al presidente Zelensky e al popolo ucraino, accogliendo con favore i progressi compiuti verso una possibile pace “giusta e duratura”. Stati Uniti ed Europa si sono impegnati a fornire robuste garanzie di sicurezza e sostegno alla ricostruzione economica di Kiev, confermando che i confini internazionali non possono essere cambiati con la forza. Le decisioni sul futuro e sui territori dell’Ucraina, hanno sottolineato, spettano esclusivamente al popolo ucraino, una volta assicurate garanzie di sicurezza credibili. I leader hanno inoltre invitato la Russia a dimostrare una reale volontà di pace accettando il piano promosso da Washington e concordando un cessate il fuoco. Dal lato americano il tono è nettamente positivo.