La Rete Nazionale Scuola in Presenza, esprime "preoccupazione per il crescente ricorso, nel dibattito pubblico, a narrazioni che presentano scenari di conflitto bellico come orizzonti possibili o inevitabili, coinvolgendo indirettamente anche bambini, adolescenti e studenti delle scuole superiori".
La Rete ribadisce che "la guerra, in qualunque forma, rappresenta una minaccia assoluta per la vita, la crescita e la stabilità emotiva dei minori, interrompe percorsi educativi e compromette il futuro delle giovani generazioni.
Per questo motivo, la difesa della pace non è una posizione politica contingente, ma un principio educativo fondamentale, riconosciuto dalle convenzioni internazionali per la tutela dell'infanzia".
La Rete pone inoltre una particolare attenzione al modo in cui vengono proposti ai ragazzi temi potenzialmente ansiogeni o complessi, come la guerra, la pace, la difesa o eventuali obblighi che li riguardino direttamente.
"Percorsi educativi che, anche attraverso strumenti come i questionari, danno voce al "sentire" degli studenti e rafforzano la loro capacità critica in una prospettiva di pace e nonviolenza rappresentano, per la Rete, un valore e un'opportunità.







