BOLOGNA – «Frequentando le scuole vedo che i nostri ragazzi si stanno riabituando all'idea della guerra come atto ineluttabile e credo che questa sia la cosa più grave». Lo afferma Daniele Ara, l'assessore alla Scuola e all'Educazione alla pace e non violenza del Comune, partecipando alla presentazione delle iniziative promosse per l'1 gennaio dalla rete pace e nonviolenza dell'Emilia-Romagna.

«Contrasteremo chi imporrà il pensiero unico anche all'interno delle nostre scuole. Vediamo troppa paura da parte dei dirigenti scolastici a favorire una discussione pubblica» e ad ospitare «chi si ribella al proprio governo genocidario e quindi compie un atto di ribellione, ma fondamentale dal punto di vista etico e politico», aggiunge Ara, dopo che nelle scorse settimane il mondo della scuola bolognese è stato attraversato dalle polemiche per un webinar con Francesca Albanese e per l'annullamento di un incontro con due obiettori di coscienza israeliani. «Abbiamo bisogno di ridare energia e vitalità ai momenti democratici, perché viviamo in una fase in cui la politica non riesce a risolvere i conflitti, le opinioni vengono addormentate e c'è il tentativo di introdurre l'idea del riarmo e della guerra come un'idea che possa far parte delle opzioni di vita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze», continua l'assessore. «Dobbiamo continuare a tenere alti gli anticorpi - avverte Ara - perché si sta prospettando un'idea quasi irreversibile: armarsi, la guerra, ridurre il welfare e pensare che gli organismi internazionali non servano a risolvere i conflitti, quindi credo che dalle città debba partire una grande ribellione civile e democratica». Questo mentre si nota «una difficoltà del mondo della scuola nel poter favorire dibattiti liberi», ribadisce l'assessore.