Ha pochi dubbi il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: con i suoi sedici distretti industriali, distribuiti in maniera omogenea sul territorio, lo Spazio è uno di quei settori dove il divario fra Nord e Sud non esiste, un comparto che unisce il Paese.

L’occasione per fare il punto su un settore cruciale per l’Europa, anche sul fronte della sicurezza e della difesa, è la Giornata nazionale dello Spazio in programma a Montecitorio. A fare gli onori di casa il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che sgrana i numeri del settore. «Secondo i dati più recenti, il comparto rappresenta lo 0,35 per cento del Prodotto interno lordo mondiale e vede la presenza di quasi 2mila aziende che negli ultimi dieci anni hanno investito circa 300 miliardi di dollari. L’industria italiana, in particolare, genera un volume d'affari superiore ai 2 miliardi di euro all'anno e impiega oltre 7mila lavoratori». Senza contare che, dal punto di vista tecnico-scientifico, «l’aerospazio costituisce uno dei principali motori di ricerca e di innovazione».

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Ma è soprattutto sul fronte della difesa che si sono concentrati, ieri, gli interventi. Con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha battuto soprattutto sul tasto della difesa: «Il deterioramento del contesto globale si scarica anche nel dominio spaziale e trasforma lo spazio da ambiente cooperativo e pacifico, come è stato per decenni, in teatro di competizione strategica e di potenziale confronto militare. Nazioni come Russia e Cina sono sempre più impegnate a perfezionare sistemi di spionaggio o in grado di compromettere l'operatività dei satelliti, anche i nostri, con disturbi elettronici o di altro tipo e con potenziali conseguenze sulla vita di ciascuno di noi. Anche la militarizzazione dello spazio è un processo iniziato». Da qui il progetto di scudo europeo con costellazioni satellitari nazionali, dove l’Italia dovrebbe vigilare proprio sull’area del Mediterraneo.