Una analisi approfondita sulle «eventuali conseguenze negative» che gli interventi previsti nel disegno di legge della manovra avrebbero sul settore bancario. È ciò che chiede la Banca centrale europea in un documento di sette pagine in cui esprime il suo parere «relativo alla tassazione delle istituzioni finanziarie».

Vengono analizzati i diversi provvedimenti a carico del settore creditizio e viene sottolineato che il testo della manovra «non è accompagnato da alcuna relazione illustrativa che ne illustri la ratio. Inoltre, la documentazione tecnica presentata al Senato in merito al disegno di legge contiene una sintesi delle principali disposizioni legislative, ma non fornisce alcuna spiegazione circa la ratio alla base del disegno di legge».

Le tasse alle banche

Il governo, infatti, ha chiesto un contributo agli istituti di credito e assicurazioni che, come ha sottolineato il vicepremier Matteo Salvini ad Atreju, «dopo tre anni di buon governo hanno decine di miliardi di euro di utili e quindi abbiamo fatto qualcosa che la sinistra non ha mai avuto la forza o la libertà di fare. Abbiamo chiesto un contributo per aiutare famiglie e lavoratori in difficoltà». In particolare, l’intervento prevede l’aumento dell’Irap del 2%.