Tassi fermi, ma grande attenzione all’evoluzione dell’economia. Come previsto dagli analisti, la Banca centrale europea ha mantenuto il tasso sui depositi al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Il comunicato introduttivo disegna però prospettive profondamente diverse per l’economia, rispetto alla riunione di gennaio.
«La guerra in Medio Oriente - spiega il comunicato diffuso dopo la riunione di politica monetaria - ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia».
La situazione non richiede interventi immediati: «Il Consiglio direttivo - continua la nota - si trova in una posizione favorevole per affrontare tale incertezza. L’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2%, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri». La Bce resta in ogni caso attenta a quanto sta accadendo: «Le informazioni che il Consiglio direttivo acquisirà nel prossimo periodo consentiranno di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati. Il Consiglio direttivo segue attentamente la situazione e definirà in modo appropriato la politica monetaria grazie al suo approccio fondato sui dati».








