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Ultimo aggiornamento: 14:45

di Riccardo Bellardini

Io credo che nello sconquasso generale che domina il quadro geopolitico globale, l’Unione Europea possa ritrovare ancora la sua saggezza, o più precisamente il senno, buttato via negli ultimi anni, sostituito da una lucida, inquietante follia guerrafondaia. Ancora c’è tempo, forse, per evitare il peggio, e a mio avviso la via da percorrere è solo una: riaprire il canale diplomatico con Putin. Sì. L’unione deve tornare a parlare con Hitler 2.0.

Non in via indiretta, fingendo da una parte disposizione a discutere l’accordo negoziale già improntato dall’America, spingendo poi dall’altra l’acceleratore sulla militarizzazione anti-russa della società a tutti i livelli. Deve incontrare dal vivo lo Zar, guardarlo in faccia di fronte ad un tavolo. Parlare con lui, coi suoi collaboratori. Tornare a riallacciare rapporti concreti, tangibili, mettersi in prima linea nell’iniziativa negoziale. Solo così spariglierebbe le carte. Donald Trump perderebbe il suo ruolo da unico pacificatore mondiale che ormai gli viene riconosciuto in ogni sede, mancando davvero soltanto la conquista del Nobel, e in tal caso sarebbe un premio unico nel suo genere, consegnato a chi ha nei fatti formalizzato una pulizia etnica, quella palestinese, spacciandola per pace (oh, che pace sublime!).