Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 7:40
di Stefano Briganti
Ho visto l’incontro tra Trump e Von der Leyen volata in Scozia per incontrare il Presidente Usa che era lì per giocare a golf. Le poche e sommesse parole con le quali Ursula cercava di non sottostare ai dazi imposti da “The Donald” e le parole della leader: “Non si poteva fare di più. Meglio il 15% [anzichè il 10% attuale] che il 30%”.
Ho assistito in diretta all’incontro alla Casa Bianca dei capi di stato delle nazioni europee più rappresentative, volati tutti a Washington con un preavviso di 48 ore. Ho ascoltato le ossequiose parole con cui si sono rivolti a Donald Trump, padrone di casa e non solo di quella. Ho ascoltato le direzioni che Trump dava ai suoi vassalli, tra le quali spiccava quel “la sicurezza all’Ucraina spetta all’Europa e gli Usa avranno solo un ruolo marginale di supporto” e poi l’immancabile, immediato, estasiato allineamento dei “leader” europei.






