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Mentre il fronte resta cristallizzato e il sostegno degli Usa viene messo in dubbio dalla disputa per il Donbass, il commando ottiene successi tattici e simbolici per la resistenza ucraina in Crimea
Silenziosi e precisi, droni aerei unidirezionali carichi di esplosivo penetrano a bassa quota nelle basi militari russe della Crimea. Nel frattempo, gli operatori del commando "PryMary", una delle forze speciali dell'intelligence ucraina altamente addestrate, li guidano nella corsa sul loro target, riportando al centro dell'attenzione la temeraria efficacia della tattica commando. Una specialità militare che l'Ucraina, ormai in guerra da quasi quattro anni, ha saputo affinare per marem e per terram. Come direbbero i Royal Marines britannici che hanno inglobato le famose unità Commando, create nella seconda guerra mondiale, e come dicevano, ben prima di loro, gli uomini della brigata San Marco.
Si fanno chiamare "PryMary", e compongono una particolare unità della Direzione principale dell'Intelligence ucraina (Gur) che ha pubblicato un filmato degli attacchi sferrati contro le forze russe dislocate presso la base aerea di Kacha, in Crimea. Tra gli obiettivi eliminati dai droni che riprendono la loro "corsa sull'obiettivo" con la consueta visuale in prima persona (Fpv), un aereo da trasporto An-26 militare, un sistema antiaereo S-300 e diversi sistemi radar. Secondo quanto riportato, uno degli obiettivi più importanti che sono stati distrutti era un sistema radar multibanda Nebo-M.






