VICENZA - Mattinata di tensione lunedì 15 dicembre a Vicenza in via Rossi: è stato sgomberato dalla polizia il presidio all'ex Bocciodromo, connesso alla realizzazione dei cantieri del Tav. Numerosi attivisti sono stati prelevati e portati in questura, poi è cominciata la demolizione.

Da giorni gli attivisti del centro sociale Bocciodromo, de I boschi che resistono e di numerose altre realtà sociali vicentine e hanno presidiato lo stabile di via Rossi. Alle prime ore del mattino la tensione era palpabile e poco dopo sul posto sono arrivate diverse camionette delle forze dell'ordine e i reparti mobili della polizia. L'edificio, storica sede del centro sociale vicentino, deve essere abbattuto per far posto al passaggio della linea del treno ad alta velocità, al centro di un lungo percorso di protesta e lotta in difesa dell'ambiente da parte dei comitati e dei cittadini contrari alla grande opera. Il Bocciodromo lo scorso settembre si è trasferito in via Trento, mentre in via Rossi è nato il presidio No Tav ribattezzato Boscodromo.

Nel corso della mattinata in via Rossi sono arrivati anche numerosi residenti e attivisti da altre parti del Veneto in solidarietà al presidio di resistenza. Poco prima delle 10 le forze dell'ordine hanno dato il via allo sgombero coatto, prelevando di peso gli attivisti che opponevano resistenza passiva. In tarda mattinata è stata portata sul posto anche una gru dei vigili del fuoco per prelevare gli attivisti che si erano posizionati sulle barricate/impalcature rialzate e sul tetto. Poi le ruspe hanno proceduto all'abbattimento, sotto veementi proteste. La polizia ha impiegato gas lacrimogeno contro i manifestanti, alcuni dei quali sono rimasti all'interno dello stabile dopo l'inizio delle operazioni.