Massimo Guardigli è un ex windsurfer che ha preso tutte le onde della nautica. In gran parte buone, tanto da dire che ha avuto fortuna e che si è anche molto divertito. Ma parla anche di fatica, di crisi e di rinascite. Inclusa quella che, «ora sarebbe il momento giusto», di Fiumicino. Progettista, broker, velista, imprenditore. Siamo partiti col parlare del suo nuovo catamarano e siamo finiti a raccontare la sua storia.

Il catamarano che cambia volto

«Volevamo fare un catamarano da crociera, ma anche sportivo, performante e adatto per l’altura, anche oceanica», mi racconta Guardigli. Da qui è nato di recente il C-Cat 65, un maxi catamarano di 21 metri di lunghezza per 9.20 di larghezza, livrea colore sabbia-dorata, frutto di circa 40mila ore in due anni oltre a 4mila di studio del progetto condivise tra cantiere, il progettista Enrico Contreas, Naval Design per la parte strutturale e per l'idrodinamica, lo Studio Amadio & Partners. «E’ attualmente il più grande catamarano sport cruise in costruzione in Italia». Un multiscafo che usa il carbonio e che è anche “spinto».

Ma a chi si rivolge questa barca?

«A un armatore appassionato di vela e che magari viene anche dal motore, dunque che è abituato ad esempio a un impianto di aria condizionata importante. E un armatore che vuole una barca che corre e che è piacevole da timonare».