La famiglia politica e quella personale di Giorgia Meloni riunite all'ombra di Castel Sant'Angelo per la chiusura di Atreju.
La kermesse di FdI accoglie la premier con il coro 'Giorgia, Giorgia'. Lei ci balla su. Saltella sul palco al ritmo della voce dei suoi sostenitori.
Che affollano la sala ben oltre la sua capienza. Seduti a terra, i ragazzi di Gioventù Nazionale. Dietro di loro, in prima fila, lo stato maggiore del partito, da Ignazio La Russa a Francesco Lollobrigida, passando per Giovanni Donzelli. E poi i leader della coalizione di centrodestra: Antonio Tajani, Matteo Salvini, Maurizio Lupi e Antonio De Poli. Anticipano la premier sul palco con una carrellata di interventi. "Ciascuno con le sue differenze", per dirla con le parole del leader leghista. Ma "in grado di fare sintesi", chiosa il segretario azzurro.
Tutti i leader di partito insistono sulla "coesione" del centrodestra. Calcano la mano sui terreni comuni: dalla difesa dell'identità cristiana alla battaglia sulla giustizia. Ed evitano fughe in avanti su questioni spinose come quella ucraina. Salvini sceglie di non citare proprio l'argomento. E sollecitato tra gli stand, glissa: "buon Natale". A Meloni resta campo aperto per snocciolare la sua linea e abbracciare la sua comunità politica, ma anche i suoi affetti.












