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Ultimo aggiornamento: 8:36
Arriva alla Moneda al terzo tentativo, a 59 anni, e con il 58% delle preferenze nel ballottaggio. L’ultraconservatore José Antonio Kast, grazie al compattamento dei partiti di destra, è il nuovo presidente eletto del Cile: affine ideologicamente al leader argentino Javier Milei e a Giorgia Meloni – specialmente sui temi di immigrazione e sicurezza -, è il primo presidente democratico che votò a favore di Pinochet nello storico plebiscito del 1988 che impedì al dittatore cileno di perpetuarsi al potere. Kast ha prevalso sulla comunista Jeannette Jara, che ha riconosciuto la sconfitta quando il Servizio Elettorale ha pubblicato i risultati con l’85% delle schede scrutinate, che la davano ferma al 42%. “La democrazia si è espressa in modo forte è chiaro. Ho appena parlato con il presidente eletto José Antonio Kast per augurargli il successo per il bene del Cile”, ha scritto Jara su X, diradando i pochi dubbi che ormai pendevano sul risultato. Al termine di una lunga campagna elettorale centrata sui temi della sicurezza e della migrazione si è concretizzata in questo modo una drastica svolta a destra che porta il Cile in uno scenario inedito dal ritorno della democrazia nel 1990.











