Roma, 15 dic. (askanews) – Il Cile torna a destra con la netta vittoria dell’ultraconservatore José Antonio Kast sulla sua rivale di sinistra nel ballottaggio per le presidenziali. Con il 58% dei suffragi, Kast ha battuto Jeannette Jara, candidata comunista a capo di un’ampia coalizione di sinistra.
Il candidato più a destra degli ultimi 35 anni nel Paese sudamericano, Kast ha basato la sua campagna elettorale sulla promessa di stampo trumpiano di espellere più di 300.000 immigrati, chiudere il confine settentrionale, adottare una “linea dura” nei confronti dei tassi di criminalità quasi record e rilanciare l’economia in stallo.
“Ristabiliremo il rispetto della legge, ristabiliremo il rispetto della legge in tutte le regioni”, ha promesso nella notte della vittoria elettorale. Un tempo uno dei paesi più sicuri delle Americhe, il Cile è stato duramente colpito dalla pandemia di Covid-19, da violente proteste sociali e dall’afflusso di gruppi criminali organizzati stranieri.
A Santiago, i sostenitori di Kast hanno suonato i clacson delle auto, sventolato bandiere, e si sono sentiti cori inneggianti all’ex dittatore Augusto Pinochet, il cui regime, iniziato con un sanguinoso colpo di Stato negli anni 70 si macchiò di crimini contro l’umanità commessi contro gli oppositori politici di sinistra con esecuzioni e sparizioni di massa di migliaia di persone.







