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Domani si ferma Dresda. La casa di Wolfsburg non aveva mai chiuso un impianto in 88 anni

La coincidenza non passa inosservata: proprio domani, nel giorno in cui dalla Commissione Ue si attende l'ufficialità del dietrofront sul «tutto elettrico» dal 2035, dalla Volkswagen arriva la notizia del contemporaneo stop alla produzione di veicoli nel sito di Dresda, la cosiddetta «fabbrica di vetro» preposta, da alcuni anni, alla realizzazione di vetture a batterie dopo aver sfornato, fino al 2016, l'ammiraglia Phaeton. Una scelta, quella della riconversione, rivelatasi alla fine un flop viste le conseguenze sull'economia del territorio e i 250 occupati ai quali sarebbe stato offerto il trasferimento in altri impianti tedeschi e un bonus fino a 30mila euro.

Sta di fatto che quella di domani rappresenta la prima chiusura di una produzione in Germania nei suoi 88 anni di storia, come ricordava ieri il Financial Times. La decisione presa dai vertici di Wolfsburg viene motivata con la debolezza delle vendite e la crescita cinese in Europa, nonché dei dazi Usa che pesano sul business negli Stati Uniti. Ma anche sotto la Grande Muraglia la situazione si è fatta molto difficile visto che Byd ha già superato Volkswagen come principale venditore di auto nel Paese. Per recuperare terreno, fiducia e immagine, lo stesso gruppo farà partire la produzione in Cina di piccole auto elettriche con costi inferiori della metà rispetto alla Germania.