Il record europeo di antenne per i telefoni è tutto romano. Con circa 13mila ripetitori che emanano ciascuno il proprio segnale, la città sembra poter offrire chiamate intergalattiche. Invece la linea è la stessa di Londra che è poco più grande di Roma e di antenne ne ha 7.900. Un numero simile a quello capitolino si trova a Madrid: 12mila antenne. Che, però, si estendono su 8mila chilometri di provincia, mentre a Roma sono concentrate in poco più di mille chilometri.

Le stazioni radio base vengono posizionate una sotto l’altra su pali e tralicci che sono stati censiti da Arpa Lazio: 3.538 impianti che spuntano sui tetti. Parigi ne ha 2mila, Berlino 2.900. Anche questo record è stato fotografato da Giuseppe Teodoro di Ecoland elaborando i dati forniti dai Verdi europei.

Secondo l’esponente romano Nando Bonessio il «proliferare di impianti deriva dal fatto che l’iniziativa viene lasciata in mano ai privati e spesso gli operatori puntano ad avere un nuovo impianti invece di utilizzare quelli già esistenti».

Tutto questo si potrebbe governare attraverso un Piano di localizzazione, ma il Comune non ne ha uno e fino ad ora ha solo cancellato dalle Norme attuative del Piano regolatore la previsione di redigerlo. I continui ricorsi al Tar dei cittadini e i casi eclatanti come quello della cosiddetta torre del Celio hanno però convinto l’amministrazione ad agire e da maggio scorso sono in corso due tavoli permanenti coordinati dall’assessorato alle Attività produttive. Uno riguarda la pianificazione delle antenne. L’altro le mascherature e quindi l’aspetto dei tralicci.