Ai cittadini rivolgo un appello: i governi e le maggioranze passano, la Costituzione resta. Ed è meglio avere un arbitro che non sia fratello di sangue di uno dei giocatori in campo». Sarà a Napoli il 19 dicembre prossimo, l’ex pm di Mani pulite Antonio Di Pietro, già ministro, parlamentare e poi avvocato, insieme ai sostenitori del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.
«Il primo invito che faccio è quello di andare a votare. Poi, se i cittadini verranno informati bene, la consultazione non potrà che concludersi con l’affermazione del Sì», sottolinea.
Perché?
«È nell’ordine naturale delle cose. In un confronto tra accusa e difesa che si svolga in regime di parità davanti a un giudice terzo, come prevede la Costituzione, quel giudice terzo non può essere parente o fratello del primo o del secondo».
Davvero oggi è così?






