Dal nostro corrispondente

NEW DELHI - Un tribunale di Hong Kong ha inferto lunedì un nuovo duro colpo lunedì alla libertà di stampa nella ex colonia britannica, riconoscendo l’imprenditore ed editore Jimmy Lai colpevole di cospirazione in collusione con forze straniere e di aver pubblicato materiale sedizioso.

La sentenza non sarà pronunciata prima del prossimo anno. I reati ascritti a Lai - che ha 78 anni e da cinque, nonostante i suoi problemi di salute, è detenuto in attesa di processo - potrebbero costargli l’ergastolo. «Non c’è alcun dubbio» che Lai «abbia nutrito risentimento e odio verso» la Cina per gran parte della sua vita adulta, ha dichiarato la giudice Esther Toh in un’aula gremita.

Lai, noto per aver fondato un quotidiano ormai chiuso chiamato Apple Daily è stato per anni uno dei più noti critici della leadership del Partito comunista cinese. Per le sue idee politiche, Lai ha affrontato numerosi procedimenti giudiziari, inclusi casi basati sulle nuove norme in materia di sicurezza nazionale varate da Pechino in risposta alle proteste popolari per la democrazia del 2019.