JESOLO - «Quando istituimmo la tassa di soggiorno pareva di essere travolti dalle polemiche, oggi l'aumento viene accolto quasi con sollievo». Città piena di turisti per il ponte dell'Immacolata, anche ieri sono stati migliaia i turisti arrivati sul litorale jesolano per la giornata di festa, ma a imperversare è la polemica per l'aumento della tassa di soggiorno. A buttare benzina sul fuoco è Damiano Mengo, ex consigliere comunale, storico iscritto del Pd, che ricorda le polemiche di oltre dieci anni fa quando l'Amministrazione comunale, all'epoca guidata da Valerio Zoggia, decise di introdurre la tassa di soggiorno. «Pareva che dovesse venire giù il mondo - ricorda Mengo - Ricordo annunci di crisi di massa, pianti generali e la paventata desertificazione della città».
Nella realtà il litorale jesolano è arrivato alla vigilia del nuovo aumento dell'imposta di soggiorno mantenendo il suo ruolo di spiaggia leader della costa veneziana. Con le tariffe invariate ormai da sette anni, il ritocco sarà generale e l'aumento medio del 15% con un'estensione del periodo di applicazione dell'imposta che sarà in vigore due mesi in più, ovvero da aprile ad ottobre. In questo modo ci sarà un aumento del gettito di 1 milione e 700mila euro, ricordando che quest'anno il Comune ha incassato 5 milioni e 730mila euro. «Oggi in una situazione economica decisamente più complicata - tuona Mengo - gli albergatori non solo accettano un salasso sulle loro concessioni balneari, soprattutto i più piccoli, ma sono pure disposti, secondo le loro dichiarazioni, ad accettare che questa tassa di soggiorno si ampli nel suo periodo di applicazione con un aumento delle tariffe».








