Prima la settimana del bilancio, quella che inizia, «dopodiché dal 21 dicembre in poi ogni giorno è buono per rifare la squadra». Si inquadra la linea così, nei corridoi della presidenza della Regione, in vista del rimpasto di giunta atteso entro la fine dell’anno. Un passaggio già più o meno definito e preannunciato da tempo, sin dal varo della giunta dopo la vittoria di Marco Bucci alle elezioni, che continua però a alimentare mal di pancia trasversali all’alleanza di centrodestra, a livello locale come sul piano nazionale. E se da una parte certifica una volta per tutte l’intesa tra il governatore e il grande vecchio della destra ligure, l’ex ministro e sindaco di Imperia Claudio Scajola, dall’altra potrebbe finire per far emergere le «insoddisfazioni» – c’è chi le definisce – dei vertici di Forza Italia per la situazione ligure.

L’allargamento di giunta auspicato dalla maggioranza e ora possibile anche per legge, del resto, pare cosa (quasi) fatta. Dopo mesi di discussione, una partita di tetris tra le tante esigenze da tenere insieme (equilibri politici e di genere, i desiderata di Bucci), l’incastro più plausibile prevede la promozione a assessore del leghista Alessio Piana, e l’ingresso in giunta di Claudia Morich, la direttrice della centrale di coordinamento. Una “tecnica”, che nonostante la concorrenza (nel totonomi sono passate anche Paola Girdinio, la consigliera metropolitana Laura Repetto, la consigliera comunale Paola Bordilli) e i rapporti talvolta piuttosto bruschi con lo stesso Bucci, dovrebbe diventare la seconda assessora della giunta e portare esperienza e competenza alla squadra del governatore.