La frattura tra Stati Uniti e Unione Europea ha rilanciato l’ipotesi di un futuro conflitto fra le nazioni europee e la Russia senza che gli Usa intervengano. Un metro dei rapporti di forza fra la Russia e una cosiddetta “Euro-Nato”, ossia la porzione europea dell’Alleanza, può essere dato dal raffronto tra gli arsenali, sebbene siano da mettere in conto mutamenti nei prossimi 4-5 anni. Sulla carta, anche senza l’apporto statunitense, i numeri complessivi pendono dalla parte dell’Ue, con l’eccezione degli armamenti nucleari, dato che la preponderanza dell’arsenale russo su quello anglo-francese s’aggira su 10 a 1.
La Russia ha 4.300 testate nucleari, mentre Gran Bretagna e Francia, uniche potenze atomiche dell’Europa Occidentale, ne contano, rispettivamente, 225 e 290. Fuori gioco sarebbero le armi nucleari statunitensi schierate in Europa e affidate in “nuclear sharing” alle aviazioni di vari Paesi, poiché l’ipotesi parte dal disimpegno americano. La variante nucleare, tuttavia, resterebbe marginale, a meno che i russi non volessero impiegare testate tattiche per fare da apripista a un’invasione terrestre, minacciando, per scoraggiare una ritorsione nucleare europea, la totale distruzione dei territori di Francia e Gran Bretagna, per cui i russi hanno mezzi sufficienti, mentre gli anglo-francesi potrebbero atomizzare solo una parte minoritaria della colossale Russia, estesa 28 volte la Francia.







