Siamo arrivati al momento dei saluti. Quei binari che per oltre un secolo e mezzo hanno tagliato in due il cuore della movida meneghina, dividendo via Tortona dai Navigli, smettono di esistere. Sabato 13 dicembre 2025 verrà ricordata come una data storica, e per molti versi malinconica: la stazione di Porta Genova chiude definitivamente. Dopo 155 annidi onorato servizio, il più antico scalo ferroviario del capoluogo lombardo (inaugurato nel lontano 1870) va in pensione. Non ci saranno più i pendolari della linea Milano – Mortara a riversarsi di corsa verso la metro verde, né il fischio dei convogli a scandire i ritmi degli aperitivi in Darsena.
La città cambia pelle, e lo fa sacrificando un suo posto iconico. Per sigillare questo passaggio, non poteva mancare un evento carico di nostalgia: ieri un treno storico celebrativo trainato da una locomotiva a vapore è partito dalla Centrale per fare il suo ingresso trionfale a Porta Genova alle ore 10.05 (e poi proseguire fino a Mortara con fermate ad Abbiategrasso, Vigevano). Un’occasione per scattare l’ultima foto sotto la pensilina in ferro battuto, simbolo di un’archeologia industriale che ha resistito a guerre, boom economici e, nell'ultimo periodo, alle affollatissime settimane del design. Un tributo doveroso a un luogo che ha rappresentato la porta d’accesso alla metropoli per generazioni di lavoratori e studenti dalla Lomellina e dal Pavese. I convogli che connettono la città con l’area agricola e industriale del sud della Lombardia, hanno contribuito allo sviluppo di Milano dal periodo post Unità fino a oggi. A portare l’ultimo saluto l’assessore regionale ai trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente, che ha dichiarato: «Ora dobbiamo lavorare tutti insieme affinché questa area non rimanga solo memoria storica bensì memoria dinamica. In collaborazione con Fondazione FS, Regione, Comune di Milano ed enti preposti, troveremo una soluzione per valorizzare tale distretto. Posso dire, in merito, che stiamo studiando una serie di iniziative per tenere vivo il ricordo, magari con la realizzazione di un museo o un binario dedicato a treni storici e turistici».









