Milano, 14 dic. (askanews) – Cortina d’Ampezzo (Belluno) attraversa una fase di trasformazione diffusa in vista delle Olimpiadi invernali 2026 Milano-Cortina. Accanto agli interventi sulle infrastrutture e alla riorganizzazione dei collegamenti, il centro cittadino e il suo sistema commerciale e di accoglienza sono interessati da operazioni di rinnovamento che riflettono il posizionamento della località nel turismo di fascia alta. Corso Italia, asse principale dello shopping, concentra alcune delle superfici commerciali più rilevanti per valore immobiliare e canoni di locazione, rendendo ogni intervento sullo spazio anche una scelta economica oltre che progettuale.
In questo contesto, al civico 119, si inserisce “Kralerland”, con cui Franz Kraler ha completato la riorganizzazione del suo celebre multibrand store. L’intervento interessa una superficie complessiva di 800 metri quadrati ed è stato sviluppato dallo studio Raumwerk di San Candido, che ha ripensato l’intero spazio come un percorso continuo, superando la tradizionale suddivisione per aree merceologiche e introducendo una scansione più sequenziale degli ambienti. Le collezioni sono inserite in un contesto che richiama il paesaggio alpino in forma astratta e il layout indirizza poi lungo passaggi più compressi, definiti da pareti metalliche e superfici riflettenti, rallentando la percorrenza e favorendo una fruizione progressiva dello spazio. La visione complessiva non è immediata e il percorso obbliga a una successione di soglie, una soluzione sempre più diffusa nei contesti commerciali di fascia alta, dove la gestione dei percorsi è utilizzata come strumento di differenziazione. Le vetrine e le installazioni tridimensionali svolgono una funzione narrativa ma anche funzionale: elementi ispirati alla montagna e agli sport invernali scandiscono il percorso privilegiando una permanenza più lunga nello spazio. Un secondo accesso, collegato alla terrazza su Corso Italia, è segnato da un’installazione luminosa composta da 34.500 cristalli mentre all’esterno, una scultura alta tre metri raffigurante uno scalatore stabilisce un collegamento visivo con la verticalità delle Dolomiti e contribuisce alla ridefinizione dell’immagine urbana del centro.








