Un piano di politica energetica, con più produzione nazionale, più investimenti e meno oneri in bolletta, è quello che ci vuole in Italia - seppure su una strada già tracciata - per non ripetere gli errori del passato sull’energia e non giocare solo in difesa. Bene lo spalma-incentivi ipotizzato per il Dl Energia per ridurre il peso degli oneri in bollette e anche l’Energy release che alleggerisce le imprese con una dote di energia a prezzi calmierati. Un aiuto concreto di fronte al vantaggio delle aziende francesi e spagnole sui costi energetici. Ma ci vuole ora un piano di sistema e un insieme di leve da utilizzare, è il messaggio che arriva dal palco di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia.
Ormai non è più solo una questione di costi da tagliare per salvare la competizione delle aziende e alleviare le bollette delle famiglie. Semplicemente, non c’è futuro senza energia. «Sarà sempre più centrale per due motivi: la crescita dei consumi e l'aumento del suo valore strategico nella vita di tutti i giorni. Sarà sempre più indispensabile» per l'amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo. Già oggi, ha sottolineato l’ad nel suo intervento, «iniziamo a vedere questo cambiamento». Con la crescita dell'Intelligenza artificiale, poi, «aumenteranno i dispositivi e le tecnologie che hanno bisogno costante di energia e che avranno un ruolo centrale nelle nostre vite, come avviene già oggi con gli smartphone e i pc, senza i quali non possiamo più lavorare o gestire i nostri impegni quotidiani», ha continuato l'ad. Dunque «l'energia sarà un bene sempre più essenziale, ne servirà di più e non potremo farne a meno. La sua assenza avrebbe conseguenze sempre più gravi». Tre le leve indicate «su cui agire», per ridurre i prezzi. La prima è «non ripetere gli errori del passato e incentivare solo ciò che genera valore e Pil», ha detto Cattaneo. Ma anche «dare energia a costo più basso alle imprese, con misure importanti come quelle messe in campo dal governo e fare investimenti sugli impianti che possono essere potenziati, come ad esempio nel settore idroelettrico». Di qui la necessità di un piano di investimenti del Paese: «Anche la nostra vecchia generazione a gas ha più di 20 anni».








