VENEZIA - Se questo Natale al cinema arriva una Primavera, non sarà l'ennesimo scherzo climatico delle stagioni, da tempo sempre più confuse, anche se in fin dei conti si parla pur sempre di uno che con le stagioni si è creato una fama straordinaria, musicalmente parlando. Ma non è un film su Vivaldi, nonostante la sua presenza sia determinante. Che film è allora? Intanto "Primavera" è l'esordio cinematografico finzionale del veneziano Damiano Michieletto, che nel mondo del teatro e della lirica è assai apprezzato, specialmente per essere un regista piuttosto spiazzante: già questo è sufficiente a creare un'attesa curiosa.

Poi all'origine c'è un libro di un altro veneziano, Tiziano Scarpa, che si chiama "Stabat mater", premio Strega 2009, che racconta una storia di giovani orfane, educate nell'Ospedale della Pietà, a due passi da San Marco, ragazze avviate alla musica e talvolta cedute, per cospicua dote, a qualche ricco patrizio veneziano, contro la loro volontà. Tra queste c'è Cecilia, che possiede qualità notevoli con il violino e che ha già chiaro il suo destino: andare in sposa a qualcuno di questi signori della città. E il prete rosso? Lo chiamano per contrastare il successo di altre parrocchie con gli oratori e infatti il risultato è subito evidente. Così Cecilia, che continua a scrivere lettere a una madre fantasma che non ha mai conosciuto, intreccia con don Vivaldi una relazione artistica che le fa sognare la speranza di evitare quel futuro dannato. Ma siamo agli inizi del XVIII secolo e quel sogno per lei è piuttosto improbabile si possa avverare.