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14 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:48
Si apre con una lettera di censura il mio nuovo libro Empatia selettiva: perché l’Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza. La lettera, scritta da chi avrebbe dovuto essere il mio editore, chiedeva di sostituire il termine “genocidio” con “atrocità di massa”. Rifiutai e mi ritrovai senza editore. Per mesi nessuno ha voluto pubblicare il libro: né nel Regno Unito né negli Stati Uniti, dove ho lavorato per quasi due decenni, né in Italia, dove ora risiedo.
Non elenco le case editrici che hanno rifiutato il manoscritto, tergiversato, avanzato distinguo o provato a convincermi a non usare la parola “genocidio.” Analizzare le loro singole motivazioni richiederebbe un approfondimento, ma non è questo il punto. Il vero problema è la loro presunta indipendenza e il “panico morale” scatenato dal timore di essere accusati, in modo pretestuoso e manipolatorio, di antisemitismo, come sottolinea Donatella Della Porta. Paradossalmente, molti degli autori citati nel libro, tra cui Albert Einstein, Hannah Arendt, Erich Fromm, Noam Chomsky, Gabor Maté, Norman Finkelstein e molti altri, sono ebrei. Un dettaglio del tutto irrilevante per chi strumentalizza l’antisemitismo per zittire chi denuncia un genocidio di 20.000 bambini innocenti.






