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14 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:20

Nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di via Corelli a Milano è in corso un’epidemia di scabbia. Lo denuncia la rete No Ai Cpr, in contatto con le persone trattenute nella struttura, secondo la quale ad oggi sarebbero almeno 10 i detenuti contagiati ai quali non è stata garantita nessuna cura. Il Cpr milanese nel 2023 finì sotto accusa per le condizioni “disumane e infernali” in cui si trovano le persone con tanto di sequestro e procedimento a carico dell’allora gestore, La Martinina, che è iniziato la scorsa primavera. Secondo quanto verificato dagli attivisti, però, continua a essere “un luogo invivibile”. “Il focolaio di scabbia dimostra il degrado igienico-sanitario di questo ‘lager’, ma è solo la punta dell’iceberg”, spiega a Ilfattoquotidiano.it l’infettivologo e attivista della rete Nicola Cocco. “È una sentinella di un’emergenza sanitaria più ampia che caratterizza il Cpr, un luogo di per sé patogeno”.

Le prime segnalazioni al centralino della Rete risalgono a circa dieci giorni fa. Due persone, dopo una valutazione clinica che ha confermato la diagnosi, sono state rilasciate. “Per parlare di focolaio in un luogo di restrizione servono più di due casi. Dopo i rilasci, non è stata garantita nessuna visita agli altri ristretti che presentavano gli stessi sintomi”, denuncia Cocco. “Se non viene fatta una disinfestazione e le persone rimangono in condizioni di detenzione la scabbia continuerà a diffondersi, causando pruriti insopportabili e disagio a persone innocenti”. Una situazione che No Ai Cpr ha segnalato alle agenzie di tutela della salute, al Garante Nazionale, alla Prefettura e ovviamente al CPR stesso, “senza ricevere però nessuna risposta”. Ilfattoquotidiano.it ha a sua volta provato senza successo a contattare la struttura, l’Ats e la Prefettura per un commento.