Un uomo, con solo l'intimo addosso, corre disperato tra le celle. Lo insegue un gruppo di agenti in tenuta antisommossa. Quando lo raggiunge, lo circonda, lo strattona, di peso lo porta in una stanza attigua. Un uomo, poco dopo, è riverso a terra, il viso una maschera di sangue. Esanime. Il pavimento è sporco, appare umido. Gli ambienti bui. Nessun infermiere o medico che arrivi in soccorso, solo un’altra persona che gli solleva la testa mentre è riverso a terra.
Due video, filtrati dal cpr di Gradisca e ricevuti dalla rete No Cpr, mostrano quello che appare come un pestaggio. “Si tratta di due filmati che mostrano diverse fasi dello stesso episodio come evidente dallo scarso abbigliamento indossato dall'uomo”. Repubblica li ha ricevuti entrambi e ha avuto modo di verificarli, ma del secondo ha scelto di pubblicare solo un singolo fotogramma per la violenza delle immagini. “Riceviamo segnalazioni simili almeno una volta la settimana", dicono dalla Rete.
Sospetta epidemia di scabbia
Da mesi ormai, il cpr è teatro di proteste continue. Per il cibo scarso, gli abusi, l’igiene scarsa o inesistente. E agli attivisti della rete ormai da tempo arrivano decine di segnalazioni e fotografie che mostrano i trattenuti con macchie e pustole sulla pelle, fortemente pruriginose.“Ho avuto modo di esaminarne personalmente alcune e da infettivologo posso dire che c’è il forte rischio che si tratti di scabbia”, spiega il dottore Nicola Cocco della Simm, società italiana di medicina delle migrazioni. “Da quanto sappiamo, ad alcuni è stato somministrato semplicemente un antistaminico, che in questi casi serve a poco o nulla”. La maggior parte – è la denuncia che arriva dall’interno – non è riuscita neanche a farsi visitare in infermeria.









