Professor Gerosa, è vero che ora i suoi colleghi le chiedono: Gino, ma chi te l’ha fatto fare?
«Effettivamente sì. Sicuramente sono ben consapevole che si tratta di una sfida molto, molto impegnativa. Ma devo dire che da cardiochirurgo ho sempre accettato le sfide molto impegnative. Quindi ringrazio il presidente Alberto Stefani che mi ha offerto questo incarico tecnico e leggo la sua offerta come un attestato di stima verso la mia persona e la mia storia professionale».
Un assessore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia? Beh, anche dalla cravatta, soprattutto se è un medico di fama internazionale che decide di lanciarsi in politica da indipendente. Indubitabilmente a quel punto gli serve un portafortuna di livello, da tenersi ben stretto fra collo e petto, come l’amuleto di seta indossato per il suo debutto nella giunta Stefani. A vedere i motivi ricamati, in pratica uno scongiuro moltiplicato per quattro: il quadrifoglio, il ferro di cavallo, il cornicello e il numero 13. Guarda caso la quantità di componenti della squadra (governatore e consiglieri delegati compresi) in cui Gino Gerosa ha la delega più pesante, per bilancio a disposizione e per lamentele dei cittadini: la Sanità.









