Sul palco l'ex portiere non si nasconde sull'obiettivo principe della Nazionale: "Il nostro obiettivo è il Mondiale. La mia fortuna non è stata tanto quella di viverlo da protagonista, ma da tifoso. Rimpiango quando ero tifoso da ragazzo e seguivo l'Italia ai Mondiali", afferma, "andare al Mondiale sarebbe una magia per tutto il Paese e l'Italia diventerebbe un grandissimo oratorio in cui si condivide tutto. Questa magia l'ho ritrovata in pochissimi eventi e il Mondiale di calcio è uno di questi". Ma per quale prospettiva per un calcio che sembra produrre sempre meno talenti? "Quando c'è crisi di talento - spiega - non bisogna pensare all'immediato. Il talento è un qualcosa che non forgi o crei nel giro di un anno o due, c'è dietro un percorso, una visione che parte 10-15, anche 20 anni prima. Se tra 10-15 anni vogliamo tornare ad avere un certo tipo di talento bisogna mettere le mani alle zone più delicate in cui il talento viene scoperto e forgiato. Cioè l'età di base: 6-13 anni e 7-14 anni". Per Buffon, in ogni caso, "terre come la nostra - come anche in Brasile, Argentina, Uruguay e Croazia - hanno un dna calcistico e ci saranno sempre talenti. L'importante è saperli vedere e non soffocarli".