L'urlo di gioia indimenticabile del Bernabeu, nel 1982, si è trasformato oggi in un grido di rabbia, nemmeno più di allarme. Marco Tardelli, intervistato da Repubblica, riflette sullo stato comatoso del calcio italiano dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali di fila. E la sua analisi è durissima, quasi sconsolata.

"Sono anni che riflettiamo, parliamo, discutiamo e poi sentiamo: è arrivato davvero il momento di prendere decisioni, rivoluzionare. Ma chi deve agire fa finta di niente, finge di non accorgersi di nulla, di tutto che quello che sta accadendo. Si parla, si dice che è arrivato il momento giusto. Ma di agire non se ne parla. Vediamo se dopo tre Mondiali da spettatori succederà qualcosa", allarga le braccia idealmente l'ex bandiera della Juventus, eroe del Mundial di Spagna.

Non è una questione di calcio in mano agli ex calciatori. "I calciatori c’erano. E ci sono anche ora. Mi sembra che Calcagno, presidente dell'Associazione che li rappresenta, sia vicepresidente federale. E ci sono anche allenatori. E il cambio lo chiedono ora? Adesso serve la rivoluzione perché sono mancate tre qualificazioni Mondiali? Dove erano fino ad adesso? Non va bene. Qualcuno si è chiesto perché il 98 per cento nell’ultima assemblea elettiva della federazione ha votato Gravina? Datevi una risposta".