MESTRE (VENEZIA) - Suona come una sinfonia anche l'apertura al pubblico della prima casermetta napoleonica affacciata sulla baia di Forte Marghera. Un progetto che la Fondazione Musei Civici di Venezia ha sviluppato seguendo un'idea organica del concetto di "distretto culturale" policentrico, che comprende anche l'M9, il Candiani, il Palaplip, l'Emeroteca: si tratta di un nuovo spazio da vivere per giovani artisti e autori, che acquisisce una dimensione che lo trasporta attraverso il tempo, la valorizzazione e l'innovazione urbana. Ieri è stata inaugurata la struttura monumentale progettata sotto il dominio francese, protagonista di un intervento di recupero conservativo, che il Comune ha affidato a Muve, trasformandolo in un luogo di aggregazione dedicato alla cultura contemporanea.
Si amplia la rete dedicata all'attualità, in connessione con l'indagine che la Fondazione conduce nei musei a Venezia e con la produzione artistica in centro a Mestre, nell'Emeroteca dell'Arte. Il nuovo spazio a Forte Marghera ospiterà le collettive di fine residenza degli artisti che ogni anno, per il secondo anno, lavorano, nel polo in terraferma dedicato alla creazione, riaperto nel 2024.
Inoltre, diventerà lo spazio dedicato alle mostre annuali del concorso "Artefici del nostro Tempo", che raccoglie opere di giovani creativi selezionati attraverso il bando internazionale promosso dal Comune.






