«Sono molto più fiducioso». Poche parole, confidate agli amici dopo l’incontro di martedì nella casa famiglia di Vasto con i rappresentanti dell’ambasciata australiana e gli assistenti sociali e verso l’imminente udienza alla Corte d’appello dell’Aquila che deciderà sul ricorso contro l’allontanamento dei figli deciso lo scorso 20 novembre. Nathan Trevallion viene definito «più sereno» circa la possibilità di riunire prima di Natale la sua famiglia nel bosco, dunque la moglie Catherine e i suoi tre bambini.
Famiglia bosco, l'audio di mamma Catherine: «La verità verrà fuori». I bambini potrebbero essere affidati alla zia
«Anche io l’ho sentito fiducioso» conferma Armando Carusi, l’imprenditore che ha messo a disposizione gratuitamente il Bed-and-Breakfast di “nonna Gemma” per tre mesi, in attesa dei lavori di ristrutturazione della storica casa nel bosco cuore di una vicenda che ha catturato l’attenzione internazionale. «Ho portato il pane fatto in casa, una frittata con le uova fresche e verdure, ma Nathan non c’era. Le ho lasciate sul tavolo. Le ha mangiate la sera». Una piccola scena domestica che, però, racconta più di mille parole sulla vita sospesa della famiglia Trevallion-Birmingham.












