C’è un vento nuovo che soffia da est, nuovo ma allo stesso tempo antico: un vento che ci racconta un mondo senza confini. Il premio Nobel a László Krasznahorkai, il Booker Prize a David Szalay e prima di loro il Nobel a Svjatlana Aleksievi? e a Olga Tokarczuk: che cosa ci dice la grande letteratura che arriva dal cuore centro-orientale dell’Europa? Est Est Est è la nuova copertina di Robinson in edicola da domenica 14 dicembre con Repubblica. Alessandro Catalano ci guida nella letteratura centro-orientale, che, attenzione, non può essere ridotta a una tendenza unitaria: “Se proprio volessimo identificare dei tratti comuni, andrebbero cercati nella poetica della dissonanza, nella sfasatura tra realtà e percezione, nella sovrapposizione dei punti di vista, nell’alterità del normale e del quotidiano”. Qual è sguardo nuovo ci arriva anche grazie all’eco internazionale di autori come Mircea C?rt?rescu, Georgi Gospodinov o Andrei Kurkov? “Che si tratti di un’immaginazione apocalittica capace di oltrepassare i confini del reale o di uno sguardo concentrato sull’individuo prigioniero nella sua dimensione corporea, questi autori danno prova di una straordinaria capacità di osservare l’uomo dall’esterno”.Un concetto che Szalay, intervistato da Dario Pappalardo, spiega benissimo: “Sono un cittadino dell’impero austro-ungarico, un fantasma”. Szalay che ha vissuto nell’Ungheria paterna e ha scritto un libro potente e bellissimo, Nella carne (Adelphi), è nato in Canada, ma è il più mitteleuropeo dei narratori di lingua inglese: “Quando un Paese si trova ad affrontare una situazione traumatica, spesso produce migliore letteratura”. È dalle ferite che vengono fuori le parole delle quali abbiamo bisogno in questo tempo: “Le tensioni sociali e le crisi politiche e economiche concorrono a un risveglio dell’arte, a una risposta”. Le parole appunto. A chiudere il nostro comparto di copertina il discorso pronunciato da László Krasznahorkai alla cerimonia per la consegna del Nobel. “Quando ho saputo di aver vinto il Nobel per la letteratura 2025, inizialmente volevo condividere con voi le mie riflessioni sul tema della speranza, ma poiché le mie riserve di speranza sono definitivamente esaurite ho deciso di parlarvi di angeli”. Non perdetevelo.
“Est, est, est” sul nuovo Robinson
Dal Nobel a László Krasznahorkai al Booker Prize a David Szalay (e prima di loro il premio dell’Accademia di Svezia a Svjatlana Aleksievi? e a Olga Tokarczuk).…






