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Le emissioni dei motori diesel sono irrilevanti eppure Bruxelles scelse di "punire" il settore per costringere i cittadini a virare sull'elettrico
L'attuale crisi dell'industria automobilistica europea, di cui oggi si discute a Bruxelles, non è riconducibile al Dieselgate, che tuttavia evidenziò quelle debolezze che adesso presentano il conto.
I fatti. Nel settembre 2015 Volkswagen confessò di aver manomesso la centralina per diminuire la rilevazione dei livelli di ossido di azoto nei test di omologazione, perché l'Epa (Environmental Protection Agency) minacciava di non autorizzare la commercializzazione di modelli Volkswagen e Audi dal gennaio 2016. Tra i motori termici il diesel per auto è quello più efficiente e con le minori emissioni climalteranti (CO2). Per questo l'industria europea l'aveva sviluppato a un livello di eccellenza mai eguagliato né dagli asiatici né dagli americani, non solo come spunto e piacevolezza di guida, ma anche e soprattutto quasi azzerando le emissioni inquinanti. Rispetto ai diesel del secolo scorso, che si facevano notare per i fumi allo scarico, uno di oggi emette il 98% in meno di polveri sottili e il 94% in meno di ossidi di azoto. In sintesi, tutto il Dieselgate poggiava sul nulla.






