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Mistero sull'oggetto delle riunioni tra Rustem Umerov, Kash Patel e Dan Bongino. Sullo sfondo lo scandalo della corruzione a Kiev

La pressione Usa sull'Ucraina continua a crescere, anche attraverso canali diversi da quelli comunicati sino ad ora ufficialmente. Stando infatti a quanto riportato dal Washington Post, durante le sue recenti trasferte negli Stati Uniti Rustem Umerov, il negoziatore capo scelto dal presidente ucraino Zelensky, non avrebbe avuto incontri solo con Steve Witkoff, l'inviato di Donald Trump, e Jared Kushner, il genero del tycoon, ma anche con i vertici dell'Fbi. Il quotidiano americano riferisce che i meeting a porte chiuse con il direttore del Bureau Kash Patel e il suo vice Dan Bongino sono stati confermati da quattro fonti anonime.

Secondo diplomatici e funzionari a conoscenza della vicenda, scrive il Washington Post, le riunioni segrete tra Umerov e i capi dell'Fbi hanno introdotto nuova incertezza nei negoziati per porre fine al conflitto nell'Europa orientale. Gli incontri avrebbero inoltre suscitato allarme tra i funzionari occidentali che non sarebbero a conoscenza delle loro intenzioni e finalità. Alcuni ritengono che Umerov e altri elementi di spicco di Kiev abbiano contattato Patel e Bongino con la finalità di ottenere l'amnistia per eventuali accuse di corruzione che potrebbero dover affrontare. Altri temono invece che tali contatti possono essere usati per esercitare pressione sul governo di Zelensky affinché accetti le pesanti concessioni previste nel quadro dell'accordo di pace proposto dalla Casa Bianca.