Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L'Ue: "Reputazione danneggiata". In una casa di Mindich anche un bagno d'oro
L'Energopoli ucraina potrebbe rallentare o addirittura ostacolare l'ingresso di Kiev in Europa. L'inchiesta Mida, che ha scoperchiato un giro di tangenti e illeciti nel settore energetico - strategico nel paese in guerra - irrita molto gli alleati occidentali. «Sebbene nessun Paese sia immune dalla corruzione, Kiev deve agire con rapidità e serietà per indagare queste accuse che danneggiano la reputazione internazionale dell'Ucraina», dice un alto diplomatico europeo. La versione ufficiale di Bruxelles in realtà è improntata al bicchiere mezzo pieno. «La recente indagine dimostra che gli organismi anticorruzione funzionano», ha detto ieri a Varsavia la commissaria europea all'Allargamento Marta Kos. Un crash test che molti alleati di Kiev si sarebbero volentieri risparmiati, primo tra tutti la Germania. Ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sentito al telefono il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha manifestato «l'aspettativa del governo federale che l'Ucraina porti avanti con determinazione la lotta alla corruzione e ulteriori riforme, in particolare nel settore dello Stato di diritto». Zelensky ha replicato promettendo «piena trasparenza» e «misure rapide per riconquistare la fiducia della popolazione ucraina, dei partner europei e dei donatori internazionali».






